primula
Un segno di primavera
venerdì 25 settembre 2015
giovedì 24 settembre 2015
Continuiamo con Linda (Tol)
Tra i "presenzialisti" della fashion week milanese, al via ieri, c'è la bionda, sottile e in ascesa Linda Tol. Linda si è
trasferita a Milano un anno e mezzo fa («la migliore decisione che abbia mai preso») e da allora fa avanti e indietro con Amsterdam, dove
è nata, sia per motivi di lavoro che affettivi. Milano è un’ottima base per lei, che è digital influencer,
trend watcher e titolare del blog LindaTol.com.
Curiosamente Linda non è nata però come fashion blogger. Ha iniziato nel suo
Paese come pr della moda nel 2008, mettendosi in luce rapidamente come
personaggio, grazie ai look originali, alla classe innata e al caratteristico stile
androgino. Dal 2011 diventa icona del “Dutch style” sulla scena della moda
internazionale, presenziando a sfilate ed eventi. Compare sulle pagine di Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, Marie Claire, Glamour e Grazia. Nel
2013 lancia il suo blog, che gli vale il Glamour Italian Blogger Award nel 2014
e lo Stylight Award per la categoria “Rising Star of the Year” nel 2015. A
Milano lavora moltissimo. I suoi impegni più recenti sono un video in cui
interpreta due speciali bag realizzate da stilisti emergenti per Mipel e la collaborazione con Pomikaki, per la quale ha creato il
modello con charm Linda, da vedere al White.
«Ho una “leggera”
dipendenza dalle borse - afferma Linda ironicamente -. Cerco di limitarmi negli
acquisti a due o tre bag ogni stagione, ma ogni volta la scelta è un’esperienza
eccitante e quando scatta la scintilla e sento il mio cuore battere più forte,
allora capisco che è quella giusta». Milano Moda Donna è la fashion week
preferita da Linda. «Ritengo sia la più rilassante (sebbene la mia agenda sia
sempre pienissima rispetto agli altri appuntamenti). C’è un’energia molto
positiva, anche se il calendario è più o meno lo stesso da molti anni. Quello
che desidererei è vedere più new talent: ce ne sono così tanti in Italia». Se
volete incontrarla a Milano, oltre che alle sfilate, potete intercettarla nei
locali da lei più amati: il nails bar Bahama
Mama di viale Col di Lana, il Valà
all’angolo fra via Crespi e via Cesare da Sesto, il ristorante Mantra di via Castaldi e la pasticceria
Pavè di via Felice Casati.
lunedì 21 settembre 2015
Iniziamo da Caterina (Lucchi)
Uno dei miei marchi preferiti di borse è Caterina Lucchi, disegnato dalla omonima stilista-imprenditrice del gruppo cesenate della pelletteria Campomaggi & Caterina Lucchi (sono quelli che producono e distribuiscono anche Gabs). Qui trovate delle anteprime della collezione per la primavera-estate 2016, vista al recente salone Mipel di Milano. Cosa mi piace delle borse di Caterina Lucchi? Hanno personalità. Sono femminili ma con grinta. Più le usi e più acquistano fascino. A Milano si trovano in pochissime boutique, ma per ovviare e regalarsi una Caterina Lucchi si può ricorrere al suo sito di e-commerce. Funziona benissimo: già sperimentato.
mercoledì 16 settembre 2015
Se un blog si evolve
Caro diario online, dopo una pausa biblica nell'aggiornamento di queste pagine, riprendo le pubblicazioni in base a un nuovo concept: di tanto in tanto segnalerò prodotti, marchi, personaggi ed eventi che mi è capitato di intercettare nella mia attività quotidiana di giornalista di moda.
"Solo quello che mi piace" è il titolo provvisiorio di questo blog "work in progress".
Si tratta di un test.
Buona lettura.
"Solo quello che mi piace" è il titolo provvisiorio di questo blog "work in progress".
Si tratta di un test.
Buona lettura.
mercoledì 12 febbraio 2014
Letture serali
Con i ragazzi stiamo leggendo dei libri davvero belli la sera. Abbiamo appena finito "Vacanze all'isola dei gabbiani" di Astrid Lindgren e ora della stessa autrice stiamo iniziando "Rasmus e il vagabondo", che è stato un mio libro culto da bambina. Si tratta di letture per ragazzi dell'età di Pupette ma secondo me anche Pumino apprezza. Magari mentre leggo fa un puzzle dei Babapapà e fa finta di niente ma ascolta, ascolta... Ce ne siamo accorte, io e Pupette, da alcune considerazioni che ha fatto prima di spegnere la luce... "Dici che Rasmus viene adottato?", fa la Pupette.... "No, non credo. Mi sa che viene adottata una bambina con i capelli ricci... ", aggiunge la ragazza ed ecco allora che, a sorpresa, Pumino dà il suo contributo: "Magari viene adottato Pietro-il Grosso!".
martedì 28 gennaio 2014
Donne che odiano le donne
Rieccomi a dialogare con il mio caro diario online, dopo un paio di mesi di super lavoro e trituramento di palle a mille da parte della nuova direttora: la Wintour de no' altri. E da ieri ho la prova provata: la tizia in questione gode nel prorogare le giornate lavorative oltre ogni ragionevole orario. Elogia chi si ferma a oltranza. Sono loro le giornaliste di punta. Non ha il ben che minimo riguardo per chi cerca di salvare capre e cavoli, lavoro e famiglia. Sono ormai ridotta al rango di redattrice di serie b, solo perché è importante per me cenare la sera con i miei congiunti? Stronza ed egocentrica. Le mie priorità sono altre. E non mi confondi. E soprattutto non mi pieghi.
mercoledì 6 novembre 2013
Feste di compleanno
I compleanni dei cuccioli
si avvicinano. Quest'anno, forti del fatto di avere una casa più spaziosa,
abbiamo pensato di fare delle festicciole casalinghe con i compagni preferiti
di Pupette e di Pumino (che ormai è anche lui in quota festa con coetanei e se lo escludiamo si lamenta che a casa vengono solo le
amiche della Pupette e mai i suoi!).
E ci siamo scoperti tremendamente alla moda. Sentite cosa scrive il blog La 27esima Ora di Corriere.it. Condivido. In terza primaria a Pupette hanno già proposto feste di compleanno in tram, all'acqua park, in piscina, in non so quale centro con giochi gonfiabili e go kart per i papà bambini dentro... A 12 anni cosa gli organizziamo? Un weekend ad Amsterdam con canna libera?
Basta con i compleanni megalomani
«Per noi genitori i compleanni dei bambini non sono feste» dice Chiara la protagonista di una Mamma Imperfetta2 nella puntata numero 16 mettendo il dito nella piaga. L’incubo dei genitori moderni è quello di dover affrontare feste di compleanno faraoniche organizzate da papà e mamma in preda a crisi di megalomania. Una moda che nemmeno la famigerata crisi sembra scoraggiare e che trasforma un evento ludico in una specie di maratona esibizionistica (come ci ha anche raccontato Simona Ravizza nel post “Notte tra dinosauri, sfide in maschera. Non esageriamo con le feste per i bimbi”).
Per noi genitori imperfetti è venuto il momento di dire di no, di tornare una volta tanto al passato, a quelle belle feste in casa con i genitori che chiacchierano e i bambini che fanno baccano. Magari alla fine della giornata la casa sarà un po’ in disordine e qualcosa si sarà rotto ma ci saremo tutti divertiti o per lo meno svagati. La ricetta è una sola: semplicità. Proviamo a stilare un decalogo:
1) Gli inviti: su un cartoncino o via email senza troppi fronzoli, l’importante è che si capisca luogo, giorno e ora dell’evento
2) Scegliere il luogo. Assolutamente sconsigliate le giocherie: non favoriscono la socializzazione tra i bimbi e i genitori escono frastornati dal rumore. Se proprio la casa è minuscola allora meglio scegliere una spazio spoglio: un oratorio o un asilo in inverno mentre in estate è perfetto un parco pubblico dove si può organizzare un picnic con bellissimi giochi all’aperto.
3) Il cibo: evitare il junk food, siamo in Italia e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sì a pizzette, paninetti, torte, dolcetti. No a patatine, nutella, bevande gassate come la coca cola. Succhi di frutta e acqua a volontà.
4) Gli animatori. Se ve la sentite fatene a meno. Non se ne può più di maghi, clown, prestigiatori e via dicendo. Inventatevi voi dei giochi, sarete coinvolti nella festa e risparmierete un sacco di soldi. Basta andare su internet per farsi venire qualche idea oppure consultare il grande libro dei giochi.
5) I regali. Aboliamo il pensierino per i piccoli invitati. I bambini oggi sono pieni di cose e ne chiedono troppe. I genitori sono già oberati di spese e impegni. I regali lasciamoli scartare al festeggiato/a e basta
6) I genitori. Pensiamo anche a loro. Se vogliamo che la festa riesca, anche i grandi si devono divertire. Diamogli qualcosa di buono da bere: un bicchiere di vino, un prosecco e pensiamo a qualche stuzzichino da grandi. (L’alternativa è fare una festa solo per i piccoli lasciando i genitori liberi di andare a spasso).
7) Le foto. Non vi aggirate tra gli ospiti con la macchina fotografica in mano ma chiedete a uno degli invitati di scattare lui/lei le foto al momento delle candeline. La cosa peggiore è scoprire a festa finita che mancano le immagini del momento clou.
8) Le candeline: una per ogni anno, è obbligatorio. Al bando quelle con il numero. Si esprime un desiderio che si esaudisce se si spengono tutte in un colpo solo. La tradizione è importante. Tanti auguri a te va cantato dopo il soffio e non prima.
9) Il budget: non si possono spendere cifre astronomiche per la festa di compleanno di un bambino. È diseducativo. Anche se siete ricchi siate parchi. Vostro figlio un giorno vi ringrazierà. E magari a 18 anni non vi chiederà di organizzargli un party alle Bahamas.
10) Le alternative. Se siete tra quelli che veramente non ne possono più delle feste di compleanno o se non vi sentite in vena di vedere troppa gente offrite a vostro figlio un’alternativa allettante: a) Invitare quattro amici a fare una gita fuori porta. b) Invitare due o tre amici a una minifesta con pigiama party e pernottamento c) organizzare un week end fuori per la famiglia in cui si farà qualcosa di speciale
E ci siamo scoperti tremendamente alla moda. Sentite cosa scrive il blog La 27esima Ora di Corriere.it. Condivido. In terza primaria a Pupette hanno già proposto feste di compleanno in tram, all'acqua park, in piscina, in non so quale centro con giochi gonfiabili e go kart per i papà bambini dentro... A 12 anni cosa gli organizziamo? Un weekend ad Amsterdam con canna libera?
Basta con i compleanni megalomani
Decalogo per una baby-festa minimal
«Per noi genitori i compleanni dei bambini non sono feste» dice Chiara la protagonista di una Mamma Imperfetta2 nella puntata numero 16 mettendo il dito nella piaga. L’incubo dei genitori moderni è quello di dover affrontare feste di compleanno faraoniche organizzate da papà e mamma in preda a crisi di megalomania. Una moda che nemmeno la famigerata crisi sembra scoraggiare e che trasforma un evento ludico in una specie di maratona esibizionistica (come ci ha anche raccontato Simona Ravizza nel post “Notte tra dinosauri, sfide in maschera. Non esageriamo con le feste per i bimbi”).
Per noi genitori imperfetti è venuto il momento di dire di no, di tornare una volta tanto al passato, a quelle belle feste in casa con i genitori che chiacchierano e i bambini che fanno baccano. Magari alla fine della giornata la casa sarà un po’ in disordine e qualcosa si sarà rotto ma ci saremo tutti divertiti o per lo meno svagati. La ricetta è una sola: semplicità. Proviamo a stilare un decalogo:
1) Gli inviti: su un cartoncino o via email senza troppi fronzoli, l’importante è che si capisca luogo, giorno e ora dell’evento
2) Scegliere il luogo. Assolutamente sconsigliate le giocherie: non favoriscono la socializzazione tra i bimbi e i genitori escono frastornati dal rumore. Se proprio la casa è minuscola allora meglio scegliere una spazio spoglio: un oratorio o un asilo in inverno mentre in estate è perfetto un parco pubblico dove si può organizzare un picnic con bellissimi giochi all’aperto.
3) Il cibo: evitare il junk food, siamo in Italia e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sì a pizzette, paninetti, torte, dolcetti. No a patatine, nutella, bevande gassate come la coca cola. Succhi di frutta e acqua a volontà.
4) Gli animatori. Se ve la sentite fatene a meno. Non se ne può più di maghi, clown, prestigiatori e via dicendo. Inventatevi voi dei giochi, sarete coinvolti nella festa e risparmierete un sacco di soldi. Basta andare su internet per farsi venire qualche idea oppure consultare il grande libro dei giochi.
5) I regali. Aboliamo il pensierino per i piccoli invitati. I bambini oggi sono pieni di cose e ne chiedono troppe. I genitori sono già oberati di spese e impegni. I regali lasciamoli scartare al festeggiato/a e basta
6) I genitori. Pensiamo anche a loro. Se vogliamo che la festa riesca, anche i grandi si devono divertire. Diamogli qualcosa di buono da bere: un bicchiere di vino, un prosecco e pensiamo a qualche stuzzichino da grandi. (L’alternativa è fare una festa solo per i piccoli lasciando i genitori liberi di andare a spasso).
7) Le foto. Non vi aggirate tra gli ospiti con la macchina fotografica in mano ma chiedete a uno degli invitati di scattare lui/lei le foto al momento delle candeline. La cosa peggiore è scoprire a festa finita che mancano le immagini del momento clou.
8) Le candeline: una per ogni anno, è obbligatorio. Al bando quelle con il numero. Si esprime un desiderio che si esaudisce se si spengono tutte in un colpo solo. La tradizione è importante. Tanti auguri a te va cantato dopo il soffio e non prima.
9) Il budget: non si possono spendere cifre astronomiche per la festa di compleanno di un bambino. È diseducativo. Anche se siete ricchi siate parchi. Vostro figlio un giorno vi ringrazierà. E magari a 18 anni non vi chiederà di organizzargli un party alle Bahamas.
10) Le alternative. Se siete tra quelli che veramente non ne possono più delle feste di compleanno o se non vi sentite in vena di vedere troppa gente offrite a vostro figlio un’alternativa allettante: a) Invitare quattro amici a fare una gita fuori porta. b) Invitare due o tre amici a una minifesta con pigiama party e pernottamento c) organizzare un week end fuori per la famiglia in cui si farà qualcosa di speciale
Iscriviti a:
Post (Atom)





