I miei bambini la sera non mangiano arrosti, lasagne o altri
super piatti del genere che richiedono una lunga preparazione. Io arrivo troppo
tardi e il menu è curato dal papà che, di norma, serve paste al pesto o con
sughetti veloci a base di pomodorini oppure ravioli di Giovanni Rana con olio e
parmigiano, a volte un risottino e per secondo abbiamo più o meno sempre la
scelta tra il “trittico di casa”: salmoncino (le buste, con il prodotto
affumicato), bresaolina (prezioso dono di nonno Lovi quando saliamo in valle) o
formaggino (scimut o simili). Segue un frutto o il mitico yogurtino. Cose
semplici e veloci. Certo, mi piacerebbe curare un po' di più l'alimentazione
dei piccoli, ma si fa come si può. Però l'altro giorno, sentendo una
conversazione telefonica di una mamma in treno, mi sono sentita molto meno in
colpa per la mia assenza serale dai fornelli, pensando, che, tutto sommato, i
miei bimbi mangiano comunque decentemente. La genitrice in questione diceva
infatti all'interlocutore, presumibilmente il marito: "Sono in treno. Sto
arrivando. Ma sono stanca. Quindi, prima di arrivare a casa, mi fermo da Mc
Donald's e prendo delle cose per i bambini. Così gli diamo subito da mangiare e
li mettiamo davanti alla televisione". Mi sono sentita come se a casa nostra,
al confronto, seguissimo chissà quali regole steineriane!
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