primula
Un segno di primavera
giovedì 10 maggio 2012
I giochi del tappeto e la tirannia del tempo
La sera -
dopo aver cenato, rassettato e controllato i compiti della Pupette - pur stanca
e provata da lavoro e pendolarismo, “mi offro” ai bambini che chiedono di
giocare con me (soprattutto la grande). Mi pare brutto infatti negarmi,
consapevole che durante la settimana l’oretta di giochi serali sul tappeto in
soggiorno è l’unica concessa nel flusso inesorabile "del logorio della vita moderna" (citazione da antico spot Cynar). Così
compio l’ultimo titanico sforzo della giornata, libero la mente da pensieri
altri e mi sintonizzo sul canale “mamma che vuole piacevolmente intrattenersi
con i suoi pargoli”. Ultimamente, da che Pumino è cresciuto un po’, cerco di
proporre attività che possano piacere a entrambi. A volte è un successo, come
una specie di tombola che abbiamo fatto con le tessere delle sillabe
delle parole, che recano anche i vari frammenti del disegno degli oggetti da comporre. Terminato il gioco, ho pensato di invitare i piccoli a scegliere,
tra tutti i soggetti rappresentati, le cose che preferivano e di spiegare il
perché (mi sentivo un po' come un guru che conduce seminari motivazionali, chissà perché). Pumino si è accaparrato il palazzo e la radio e, con una certa
ansietta da prestazione che lo faceva inceppare un po’, ha detto che ha scelto
il primo perché a lui piace stare a casa (psichicamente sano si direbbe: credo infatti sia normale che un bambino
di due anni e mezzo veda nella casa un riferimento essenziale) e la seconda
perché gli piace la musica e ballare. E nel dirlo ha scosso il bacino in una
mossetta che non lascia dubbi sul godimento generato dal lasciarsi andare su piacevoli note. Natura, animali e gioco hanno invece improntato le scelte di
argento vivo Pupette che, dopo le tessere, neanche a dirlo, voleva passare al bowling domestico. Pumino propendeva invece per l’allegro chirurgo (con le avide manine ama infatti incuneare
i pezzi più piccoli nelle intercapedini del gioco). Entrambi erano più che determinati. Che carattere! Tosti tutti e due! L'accordo non si è trovato. Così gli ultimi istanti dell’oretta
ludica hanno visto Pumino in preda a raptus molesto: afferrava i birilli e li
tirava ovunque contrariato. Pupette, consapevole della tirannia del tempo, urlava: “Sei uno stupidotto! Ecco, adesso dobbiamo andare a letto e la mamma non ha giocato con nessuno dei due!”.
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